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Webinar come ambiente di apprendimento: la classe virtuale e l’aula estesa

Pubblicato da Teleskill Italia | 12/Ott/2020

Nel contesto attuale le modalità di apprendimento hanno subìto delle modifiche e sempre più spesso, si ricorre alla classe virtuale e all’aula estesa, quindi a metodi e strumenti di formazione e apprendimento che utilizzano la rete e che permettono la formazione a distanza.

Gli scenari globali legati alla pandemia hanno accelerato processi di trasformazione digitale già in atto in quasi tutto il mondo. Oggi anche nella formazione, come già accaduto in altri ambiti, reale e digitale s’intrecciano in modo indissolubile.

Non a caso il professor Luciano Floridi, filosofo italiano direttore di ricerca e professore di filosofia ed etica dell’informazione all’Università di Oxford, ha coniato il termine “Onlife”, termine che deriva dalla contrazione di Online e Offline, quindi dall’unione tra le azioni della nostra vita quando siamo connessi alla rete e quando siamo disconnessi. “Ho coniato questo neologismo alcuni anni fa per evidenziare la natura ibrida delle nostre esperienze quotidiane, in parte digitali e in parte analogiche” – ha affermato il professore.

Oltre a ciò, le modalità di apprendimento hanno subìto delle modifiche dovute a necessità di distanziamento o di isolamento preventivo e sempre più spesso, si ricorre alla classe virtuale e all’aula estesa, quindi a metodi e strumenti di formazione e apprendimento che utilizzano la rete e che permettono la formazione a distanza (FAD).

Il webinar è uno strumento fondamentale in questo contesto. I software webinar vengono spesso usati per la formazione, ma quelli più strutturati per l’apprendimento e la FAD hanno funzionalità specifiche per la formazione che consentono di replicare telematicamente gli elementi di un corso di formazione in aula e molto altro ancora.

Ad esempio, la possibilità di condividere questionari multipli in diretta con accesso immediato ai risultati per un commento live da parte del docente, oppure l’integrazione bidirezionale con la piattaforma e-learning per tracciare ogni genere di informazione, compreso il tempo netto di partecipazione.

O, per fare un altro esempio, la registrazione del webinar e la comunicazione diretta col docente tramite la funzione alzata di mano; o ancora permettere all’utente di mostrare “sono d’accordo” / “non sono d’accordo”, che simula il sì con la testa che un docente osserva durante la sua lezione residenziale.

Webinar come ambiente di apprendimento. Elementi principali.

Sia che si tratti di una classe virtuale, sia che si realizzi un’aula estesa, gli elementi principali della formazione sono essenzialmente tre:

  • l’ambiente virtuale;
  • il docente;
  • i discenti.

Per ambiente s’intende l’applicazione che collega formatore e partecipanti e che permette ad essi di interagire, conversare, collaborare. Con i software webinar è possibile collegarsi in videoconferenza, uploadare slides di presentazioni e commentarle in diretta, ascoltare, anche in video, proposte o commenti dei partecipanti, condividere ogni tipo di file, guardare insieme un videotutorial, creare esercitazioni da eseguire insieme, esprimere pareri sui contenuti proposti, chattare tra partecipanti, inserire commenti in un forum dedicato, tracciare la partecipazione di ciascun utente in classe. Con alcuni software webinar è inoltre possibile ottenere una formazione certificata, questione che riveste un sempre maggiore interesse per gli Enti di formazione e per le aziende.

Il docente è colui che organizza i contenuti e guida lo svolgimento della lezione.

I discenti sono i partecipanti da remoto e rappresentano la classe, intesa in senso numerico, le persone da formare.

Vantaggi dell’ambiente di apprendimento virtuale.

Un progetto formativo realizzato tramite FAD permette innanzitutto di sviluppare il piano didattico anche in condizioni, come quelle attuali, in cui permangono necessità di distanziamento sociale. Ma aldilà dello scenario legato alla pandemia un progetto formativo a distanza permette:

  • di ridurre i costi di formazione, mantenendo sempre aggiornate le competenze;
  • l’integrazione della lezione in un LMS (Learning Management System), trasformandola a tutti gli effetti in un contenuto formativo riutilizzabile;
  • di integrare nel progetto anche formatori e docenti che sarebbe complicato reperire a livello locale;
  • di poter monitorare attraverso sondaggi o test in tempo reale il livello di gradimento della lezione e l’efficacia dell’apprendimento;
  • di trasformare l’apprendimento tradizionale, basato sulla verticalità “docente – discente” in un progetto di formazione tra pari;
  • di incentivare meccanismi di social collaboration.

Cosa è una classe virtuale

Quella che comunemente è detta classe virtuale (a volte anche chiamata aula virtuale), può essere definita con l’acronimo VLE, Virtual Learning Environment, letteralmente ambiente virtuale di apprendimento. In questo contesto i partecipanti possono assistere alla lezione, interagire tra loro, comunicare o discutere in merito a al tema della lezioni o interagire in presentazioni e progetti in comune. Tutto ciò avviene in simultanea, in un ambiente che è virtuale, ma risulta reale proprio perché le persone dietro agli schermi sono persone che condividono in quel momento tre elementi caratterizzanti:

  • uno stesso tempo;
  • uno stesso luogo;
  • uno stesso fine.

Si tratta, dunque, di una modalità di formazione che si svolge in modo sincrono, in tempo reale e che non necessita di presenza fisica nel luogo della formazione.

La tecnologia utilizzata in una classe virtuale è una tecnologia comoda e semplice da utilizzare. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di servirsi di un software webinar che ha caratteristiche specifiche per la formazione, grazie al quale più utenti possono essere connessi nello stesso momento alla rete internet e replicare telematicamente tutto quanto avverrebbe in un’aula fisica, reale. Il webinar permette ai partecipanti di fruire di strumenti di interazione e condivisione avanzati. In tal modo essi possono integrarsi tra loro mediante l’utilizzo di chat, forum e social network. Ultimamente molti software possono essere anche implementati con la realtà virtuale o realtà aumentata restituendo ancora di più un’esperienza completamente immersiva per l’utente.

Finalità di una classe virtuale.

Gli obiettivi di una classe virtuale sono finalizzati alla diffusione di percorsi formativi che interessino studenti distanti tra loro, o lontani dalla sede scolastica, o dal luogo fisico in cui il docente opera. Oltre a caratteristiche logistiche una classe virtuale può soddisfare obiettivi inerenti all’efficacia della formazione e quindi migliorare l’esperienza di apprendimento.

La classe virtuale assolve anche al compito di favorire la formazione continua (long life learning), che oggi interessa una grande parte di popolazione attiva.

Le sue peculiarità, inoltre, la stanno rendendo popolare anche per finalità di formazione o aggiornamento aziendale.

Cos’è un’aula estesa

L’aula estesa è un ampliamento dell’aula tradizionale, possibile attraverso tecnologie semplici e utilizzabili da tutti. In un’aula estesa il docente può fare lezione in classe, ma gli studenti possono partecipare o in aula, o a distanza, online, come comunemente si dice, mantenendo capacità di interazione e ascolto.

La differenza con la classe virtuale riguarda il mix di elementi reali e digitali:  in aula estesa gli studenti che possono o lo desiderino sono presenti nella classe tradizionale, dal vivo, mentre tutti gli altre sono collegati da remoto.

Il software utilizzato, come per la classe virtuale, è un software webinar con caratteristiche specifiche per l’apprendimento online, che permette a docente e partecipanti di interagire, comunicare, visualizzare e discutere presentazioni, impegnarsi in progetti collaborativi, in un ambiente online in tempo reale (formazione sincrona).

Anche qui la realizzazione di un’aula estesa permette una fedele replica di quanto avverrebbe in una classe dal vivo e in più offre strumenti di interazione e condivisione di tipo avanzato, per integrarsi maggiormente con le abitudini attuali degli studenti: quindi oltre chat, forum, mano alzata, mostrare il proprio status (sono d’accordo, non sono d’accordo, richiedi di intervenire in audio/video), il software dovrebbe essere dotato di strumenti più performanti, specifici per la formazione a distanza.

Finalità di un’aula estesa.

Le finalità di un’aula estesa riguardano, come anticipa il nome, le possibilità di ampliare in modo notevole il numero dei posti disponibili per i discenti. Si supera quindi il concetto di numero di posti fisici per permettere a centinaia, o anche migliaia, di partecipanti di seguire la formazione da dove preferiscono.

Naturalmente, proprio come in aula dal vivo, il protagonista di tutto il processo è l’interazione. Durante il webinar in aula estesa sono garantite  l’interazione ed il coinvolgimento dei discenti durante una lezione: si può quindi scrivere in chat, essere presenti in audio e video per fare un intervento, fare domande direttamente al docente, rispondere a questionari tracciati, partecipare a sondaggi, richiedere e se concesso, operare tutti insieme sulla presentazione del docente.

A ciò si aggiunga che, in una classe reale, numerosa o meno, può essere complicato per un docente monitorare ogni studente, valutarne l’attenzione, la learning retention, le qualità e i talenti del singolo. Un grande patrimonio d’informazioni che invece l’aula estesa realizza e mette a disposizione del formatore.

Con l’aula estesa è possibile, sia per gli utenti online che per quelli realmente in classe:

  • avere la certezza che l’utente abbia seguito la lezione ;
  • avere riscontro che l’utente abbia appreso una buona percentuale delle nozioni condivise (learning retention), attraverso compilazione di sondaggi, test, quiz, colloqui in diretta;
  • avere certezza che a un nome utente e a una mail corrisponda una persona reale e proprio quella persona;
  • a seguito dei punti precedenti validare la formazione, anche verso terzi.

In conclusione, abbiamo visto che in una società caratterizzata dall’”onlife” e da altri scenari legati a attuali emergenze sanitarie, è possibile utilizzare il webinar come ambiente di apprendimento, se si rispettano le condizioni legate a una formazione efficace: centralità dell’utente, massima interazione, coinvolgimento, partecipazione attiva dei discenti. Il software può dare inoltre origine a specifiche evoluzioni come classe virtuale e aula estesa, ambienti di apprendimento virtuali sempre più diffusi. In tema di apprendimento, e per completezza, occorre inoltre segnalare in questo articolo l’utilizzo sempre crescente del webinar anche nel campo delle conferenze e dei convegni formativi.

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