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Smart Working – 5 riflessioni dopo il Webmeeting

Pubblicato da Teleskill Italia | 23/Mag/2016

Grande successo del Webmeeting sullo Smart Working tenutosi lo scorso 18 Maggio presso la sede romana in Teleskill.

L’incontro è stato curato, organizzato e fortemente voluto da G. Alessandrini (Ordinaria di Pedagogia delle Risorse Umane e Direttrice del Master di I livello a distanza “HR SPECIALIST – Professionisti per le Risorse Umane” del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma TRE), coordinatrice di un progetto di ricerca sul tema presso lo stesso Dipartimento.

I presenti nella sala conferenze affollata e un nutrito numero di persone collegate in streaming, grazie a Teleskill Videoconferenza Live, hanno potuto assistere a un vivace dibattito sullo “stato dell’arte” dello Smart Working, supportato da survey di ricerca (Viale dell’ Isfol) e dalla voce di professionisti che lo stanno attuando adesso, in aziende di grande rilevo.

La coordinatrice dell’evento, G. Alessandrini, avvia il web meeting in questo modo:

“Abbiamo scelto 5 spunti interessanti per riassumere quanto di meglio condiviso all’interno dell’evento “Smart Working. Technology at work: un futuro possibile, buone pratiche a confronto” organizzato dal Ceforc dell’ Università degli studi Roma Tre anche in collaborazione con il Master blended HR Specialist.

#1 Colpisce prima di ogni cosa l’importanza che lo Smart Working sta assumendo e che assumerà sempre di più, anche se con denominazioni differenti: “Lavoro Flessibile” lo chiamano in Intesa Sanpaolo, “Blue Work”, in American Express, “Lavoro agile” per la Pubblica Amministrazione (come ad esempio il Comune di Milano) ma la sostanza non cambia.

Alessandrini, nell’ introduzione ai lavori ha sottolineato infatti che le dimensioni di maggiore interesse per le risorse umane sono il rispetto per la centralità’ della persona, l’attenzione alla community aziendale (e ai valori di condivisione che questa rappresenta) e l’attenzione alla dimensione della fiducia come componente fondamentale di una nuova leadership.

Le aziende stanno dando un ruolo sempre più centrale al benessere organizzativo e individuale e a una produttività più in linea con i “desideri” e i “bisogni” della persona. Tutte caratteristiche proprie delle opportunità che progetti di Smart Working possono realizzare.

#2 Un anno di Smart Working ha prodotto, secondo la relazione di Patrizia Ordasso, Responsabile Relazioni Industriali Intesa San Paolo:

  • maggiore produttività
  • minore assenteismo
  • più tempo per la vita privata
  • meno tempo speso negli spostamenti
  • riduzione spese di trasporto
  • minore impatto ambientale.

Sono tutti elementi vincenti che porteranno il gruppo bancario a un’introduzione del lavoro flessibile anche nelle filiali, magari per attività di formazione aggiornamento.

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#3 Lo Smart Working può assumere anche connotazioni differenti nella stessa azienda. Silvia Giorgi di American Express ci ha raccontato che al loro interno sono divisi in 4 gruppi (home, roam, hub e club), che non necessariamente lavorano da casa e hanno potenzialità e caratteristiche differenti. Una considerazione importante sia per migliorare la produttività dei singoli, ma anche, e soprattutto per unire esigenze aziendali e personali. Nota importante: anche in American Express è stata notata una correlazione tra crescita dello Smart Working e aumento della produttività.

#4 Lo Smart Working obbliga anche i manager ad un upgrade delle proprie capacità di guida del team e delle risorse. È quanto evidenziato da Richini, Training and Research Manager Quadrifor che ha condiviso con i partecipanti dati relativi alle richieste di Quadri e Dirigenti in tema di sviluppo delle competenze e d’interesse verso modalità di lavoro più agili, flessibili e smart.

#5 Il concetto di “Nuovo Umanesimo” del lavoro, unito alla possibilità di allocare tutti gli strumenti per il lavoratore in un’unica piattaforma per Smart Working è stato il tema centrale dell’intervento di Emanuele Pucci, CEO Teleskill. La piattaforma unica è un’interessante novità in un panorama frammentato da molteplici APP, di cui molte sono state segnalate dai diversi relatori, ma che non permettono, essendo di produttori differenti, analisi approfondite di performance management. La piattaforma unica offre inoltre il vantaggio di “schermare” il lavoratore dalle distrazioni continue che il nostro mondo iperconnesso ci propone, migliorandone concentrazione, produttività, senso di appartenenza.

 

In conclusione l’evento promosso da Alessandrini e ospitato da Teleskill ha offerto una panoramica sullo Smart Working oggi, incluso il tema delle relazioni industriali (Micheletti di UIL) gli inquadramenti contrattuali, i problemi della sicurezza. E’ emerso anche da parte di tutti i relatori come siano proprio le strategie di formazione a essere uno dei fattori di successo di un progetto di Smart Working insieme a tutti gli altri fattori organizzativi e tecnologici e logistici: suggerimenti e possibilità inesplorate, tutti temi che sono stati dibattuti con interventi e richieste di approfondimenti da parte del pubblico presente e dagli utenti collegati online.

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